Amo un teatro con tante persone sulla scena.
Il teatro succede tra chi sta sul palco e chi lo guarda.
È un amore di tanti occhi, di tanti corpi.

Un teatro di cose avvertite, slow theatre, come slow food.

Amo un realismo quasi maniacale.
Vorrei che il pubblico avvertisse che ore sono,
che stagione è, se fa freddo o caldo o tiepido, che odori ci sono.
E che percepisse insieme il caos di avvenimenti, di incontri,
di coincidenze che sono il tempo e la vita.
Credo che si chiami magia.


Però la magia mentre si cucina il risotto.
Afrodita sta con i piedi in terra e la testa in cielo.
Con le mani fa il bucato e l’anima canta e se ne va.


Claudia Della Seta
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